Intelligenze multiple e specializzazione.
Nel 1983, 40 anni fa, Howard Gardner pubblicava "Farmae Mentis" un saggio destinato a rivoluzionare l'approccio psicologico all'intelligenza, e da qui a influire enormemente nel mondo della ricerca (e pratica) pedagogica a livello mondiale. Dopo circa vent'anni dalla sua pub...
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Format: | Book |
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Universidad de Cádiz,
2024-05-01T00:00:00Z.
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520 | |a Nel 1983, 40 anni fa, Howard Gardner pubblicava "Farmae Mentis" un saggio destinato a rivoluzionare l'approccio psicologico all'intelligenza, e da qui a influire enormemente nel mondo della ricerca (e pratica) pedagogica a livello mondiale. Dopo circa vent'anni dalla sua pubblicazione, alcune ricerche hanno posto in evidenza alcune lacune dell'impianto teorico di Gardner, soprattutto sulla scorta dei risultati ex post di quella psicologia che si basava - spesso eccessivamente e in maniera acritica - su quegli assunti, o peggio dichiarava solo di fondarsi su quelle tesi. A distanza di quarant'anni da quella ricerca e di circa venti dalle critiche mosse a Gardner, è possibile ritornare alla teoria delle intelligenze multiple soprattutto accogliendo la critica di Hillman, secondo cui "la psicologia è rimasta talmente intrappolata nella lettera della sottigliezza che ora cerca una via di uscita nella stupidità. Perché finora essa aveva mescolato la precisione con la misurazione, il discernimento con la segmentazione, la raffinatezza con la tecnologia e la differenziazione con la compartimentalizzazione". Ne emerge - come bisogno del nostro tempo un mondo "più colorato", e tra queste tinte (le intelligenze descritte da Gardner, ad esempio) una infinità di mescolanze e sfumature: è questo il mondo delle intelligenze multiple, che per sua natura non può avere un locazionismo funzionale, non può avere etichette univoche né essere misurato per tutti con lo stesso metro, giacché ciascuno ha un proprio caleidoscopio individuale. | ||
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